02 Mar

Rafforzare la componente ecosostenibile degli edifici e delle modalità con cui vengono realizzati è diventato indispensabile,

alla luce delle crescenti preoccupazioni legate al cambiamento climatico e alla disponibilità limitata delle risorse naturali.

Questo scenario ha determinato una pressione sempre maggiore sulle imprese del settore delle costruzioni, chiamate a contenere l’impatto ambientale delle proprie attività e a orientarsi verso modelli edilizi più sostenibili.

Ma che cosa si intende realmente per edilizia sostenibile? Quali vantaggi comporta e quali sono le strategie più efficaci per metterla in pratica?

Che cos’è l’edilizia sostenibile

L’edilizia sostenibile, conosciuta a livello internazionale come “Sustainable Construction”, identifica un approccio alla realizzazione di nuove costruzioni o alla riqualificazione di edifici esistenti che pone particolare attenzione agli effetti ambientali dell’opera e dell’intero processo edilizio. Un metodo costruttivo può definirsi ecosostenibile quando:

  • consente un minor impiego di risorse, come energia, acqua e materiali;

  • produce una quantità ridotta di rifiuti derivanti dalle attività di cantiere.

È ormai ampiamente riconosciuto che il comparto edilizio rientra tra quelli con il più elevato consumo energetico. Per questo motivo, promuovere la diffusione di edifici green può contribuire in modo significativo a:

  • diminuire l’impatto ambientale negativo degli interventi edilizi;

  • migliorare la sostenibilità nel lungo periodo dell’ambiente costruito;

  • ridurre le emissioni di gas a effetto serra;

  • tutelare le risorse naturali da esaurimento e degrado;

  • salvaguardare la salute e incrementare la produttività dei lavoratori.

 

Quali tecniche adotta l’edilizia sostenibile

Il crescente interesse e la necessità sempre più pressante di adottare soluzioni sostenibili hanno favorito lo sviluppo di nuove tecnologie, materiali innovativi e pratiche costruttive finalizzate a migliorare l’efficienza complessiva del processo edilizio.

Per applicare in modo concreto un approccio realmente rispettoso dell’ambiente, è fondamentale che la sostenibilità rientri tra gli obiettivi del progetto sin dalle fasi iniziali. Le scelte effettuate durante la pianificazione influenzano infatti tutti gli step successivi e, di conseguenza, il livello di sostenibilità dell’intero intervento. È quindi necessario operare su più livelli di dettaglio, adottando diverse tecniche orientate alla sostenibilità, tra cui:

  • l’impiego di materiali sostenibili, che permette di:

    • ridurre l’impatto ambientale delle costruzioni;

    • contenere i consumi energetici;

    • limitare l’inquinamento;

    • preservare le risorse naturali;

    • migliorare la salubrità degli ambienti di lavoro, riducendo l’uso di sostanze chimiche dannose e aumentando la qualità dell’aria;

  • l’adozione di metodi costruttivi green, che non si limitano all’uso di materiali sostenibili ma includono anche tecniche ad alta efficienza energetica;

  • l’integrazione della tecnologia nel processo edilizio, utile per ridurre gli sprechi, aumentare l’efficienza costruttiva e ottimizzare i consumi energetici;

  • l’applicazione di pratiche sostenibili nei cantieri, tra cui:

    • la realizzazione di tetti verdi;

    • l’installazione di impianti fotovoltaici;

    • il riutilizzo delle acque grigie.

La sostenibilità è un ambito in continua evoluzione e richiede ad architetti e ingegneri la capacità di adattarsi a nuove sfide e opportunità. L’utilizzo di software BIM nella progettazione ecosostenibile rappresenta un valido supporto, poiché consente di integrare dati, analisi e collaborazione all’interno di un unico ambiente digitale. Questo approccio facilita la gestione delle complessità legate alla sostenibilità, migliora l’efficienza e rende possibile una progettazione più consapevole e responsabile.

Quali sono i vantaggi dell’edilizia sostenibile

I benefici dell’edilizia sostenibile sono numerosi e spesso superiori alle aspettative. Tuttavia, non tutti risultano immediatamente visibili, poiché alcuni si manifestano nel medio-lungo periodo. Gli effetti positivi di un approccio sostenibile coinvolgono diverse dimensioni, in particolare:

  • la sfera sociale;

  • la sfera economica.

Analizziamo quindi i vantaggi in entrambi gli ambiti.

I benefici sociali dell’edilizia sostenibile

L’ambiente costruito influisce direttamente sulla società che lo vive e lo utilizza. Per questo motivo, non devono essere sottovalutati gli effetti positivi che l’edilizia sostenibile produce sulle persone, sulla loro salute e sul rapporto con gli spazi abitati. Tra i principali benefici sociali si evidenziano:

  • l’impiego di materiali sostenibili che non rilasciano sostanze nocive;

  • una maggiore disponibilità di luce naturale e una migliore ventilazione degli ambienti interni;

  • una più elevata resistenza degli edifici a eventi naturali estremi come terremoti e alluvioni.

È inoltre importante sottolineare che il coinvolgimento della comunità nel processo progettuale contribuisce alla creazione di luoghi più vivibili, in cui le persone desiderano abitare, lavorare e trascorrere il proprio tempo. Questo favorisce un maggiore senso di appartenenza e rispetto per gli spazi condivisi. In sintesi, i benefici sociali comprendono:

  • un miglioramento della qualità della vita e dello stato di salute;

  • un rafforzamento del senso di comunità e dell’orgoglio verso l’ambiente costruito;

  • una crescita economica e sociale di quartieri e comunità.

 

I benefici economici dell’edilizia sostenibile

I vantaggi di natura economica sono spesso quelli che attirano maggiormente l’attenzione delle imprese e risultano percepibili anche nel breve periodo. L’adozione di tecnologie innovative e materiali sostenibili consente infatti di ottenere benefici economici già dalle prime fasi di costruzione e lungo tutto il ciclo di vita dell’edificio. Tra i principali vantaggi economici rientrano:

  • la riduzione dei costi di costruzione grazie a un uso più efficiente di risorse come energia e acqua;

  • l’aumento della produttività dovuto a metodi costruttivi più efficienti;

  • la diminuzione delle spese di manutenzione e riparazione nel tempo;

  • il contenimento dei costi di gestione dell’immobile, grazie a minori consumi energetici e idrici.

Come ridurre l’impatto ambientale delle costruzioni

Il settore edilizio è tra quelli con il maggiore impatto ambientale e consumo di energia a livello globale. Diventa quindi sempre più urgente ridurre gli effetti negativi che le costruzioni producono sull’ambiente. Uno dei principali strumenti per raggiungere questo obiettivo è l’incentivazione della sostenibilità dell’intero processo edilizio e delle prestazioni finali dell’edificio, considerando tutte le fasi del suo ciclo di vita.

Adottare un approccio sostenibile significa:

  • limitare la produzione di scarti sia in fase di costruzione sia durante l’intera vita dell’edificio;

  • utilizzare in modo più efficiente i materiali da costruzione;

  • ridurre l’inquinamento attraverso l’approvvigionamento locale dei materiali;

  • diminuire gli sprechi di energia.

Le soluzioni tecnologiche disponibili per migliorare la sostenibilità degli edifici sono numerose e in costante evoluzione. Tra le più diffuse, efficienti e spesso economicamente accessibili si possono citare:

  • i tetti verdi, che migliorano l’isolamento termico, favoriscono la gestione delle acque meteoriche e valorizzano l’aspetto estetico degli edifici;

  • gli impianti fotovoltaici e solari termici;

  • una corretta esposizione dell’edificio e dei suoi ambienti;

  • una gestione attenta delle risorse idriche, attraverso sistemi di raccolta dell’acqua piovana, trattamento delle acque reflue e dispositivi a basso consumo;

  • l’utilizzo di materiali naturali privi di sostanze tossiche o di materiali riciclati, riutilizzabili e riciclabili, preferibilmente di origine locale;

  • un inserimento armonico dell’edificio nel contesto paesaggistico e ambientale.

È evidente come il settore delle costruzioni necessiti di una transizione verso modelli più sostenibili. I principi della bioedilizia possono essere applicati in qualsiasi fase del ciclo di vita di un edificio, dalla progettazione alla costruzione, fino alla ristrutturazione e alla demolizione. Non è mai troppo tardi per iniziare a progettare in modo più “green”, anche grazie al supporto di software dedicati alla gestione sostenibile dei processi edilizi.

Integrazione e interconnessione degli edifici per città sostenibili: la UNI 11973

La sostenibilità nel comparto edilizio rappresenta oggi una tematica centrale per affrontare le sfide ambientali, sociali ed economiche contemporanee. Gli edifici, responsabili di una quota rilevante di consumi energetici ed emissioni di gas serra, svolgono un ruolo chiave nella transizione verso città più sostenibili.

La norma UNI 11973:2025, intitolata “Città, comunità e infrastrutture sostenibili – Il contributo degli edifici alla sostenibilità – Modello metodologico per l’integrazione e l’interconnessione degli edifici sostenibili nelle città”, elaborata dalla Commissione UNI/CT 058, propone un approccio metodologico di tipo olistico. L’obiettivo è supportare la progettazione e la gestione di edifici sostenibili lungo l’intero ciclo di vita, favorendone l’integrazione con città, distretti e comunità energetiche, in un’ottica di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

Per supportare efficacemente la progettazione sostenibile, è possibile adottare la metodologia BIM, utilizzare strumenti per il calcolo energetico e integrare piattaforme di BIM management in grado di gestire l’intero ciclo di vita delle costruzioni.

Il ruolo degli edifici nella sostenibilità

Nell’Unione Europea, gli edifici sono responsabili di circa il 40% dei consumi energetici e del 36% delle emissioni di gas serra. Questi dati derivano principalmente dalle fasi di costruzione, utilizzo, ristrutturazione e demolizione. Inoltre, circa il 75% del patrimonio edilizio europeo presenta scarse prestazioni energetiche. L’ambiente costruito richiede grandi quantità di risorse, generando circa il 50% delle estrazioni di materiali e oltre il 35% dei rifiuti complessivi. La riqualificazione degli edifici esistenti rappresenta quindi un’opportunità fondamentale per ridurre consumi energetici ed emissioni di CO₂.

Obiettivi della norma UNI 11973

La UNI 11973 definisce un metodo per progettare e gestire gli edifici lungo tutte le fasi del loro ciclo di vita, dalla progettazione alla dismissione. L’obiettivo è garantire che gli edifici contribuiscano agli obiettivi di sostenibilità urbana, in coerenza con le politiche europee in materia di energia e clima e con gli accordi internazionali. Gli edifici vengono considerati non come entità isolate, ma come parti integrate di un sistema urbano complesso che comprende quartieri, distretti e comunità energetiche.

Caratteristiche dell’approccio metodologico

L’approccio delineato dalla UNI 11973 è strutturato su più livelli e dimensioni:

  • multilivello, perché analizza le interazioni tra edificio e contesti urbani più ampi, come quartieri e città;

  • multidimensionale, poiché considera aspetti socioeconomici, energetici, sanitari, di sicurezza e ambientali.

La norma introduce inoltre un modello di interoperabilità per la condivisione dei dati tra edifici e sistemi urbani, supportando la governance urbana e favorendo la transizione digitale e lo sviluppo di nuovi servizi per le comunità.

Benefici attesi

La UNI 11973 contribuisce a ridefinire il ruolo dell’edificio, inteso come elemento dinamico inserito in una rete urbana articolata. Gli edifici diventano strumenti attivi per promuovere la sostenibilità attraverso efficienza energetica, resilienza climatica, benessere degli occupanti e riduzione delle emissioni. La norma fornisce inoltre indicazioni per integrare gli edifici con le reti urbane materiali e immateriali, favorendo modelli circolari e un uso più efficiente delle risorse.

La UNI 11973 rappresenta un passo importante verso la realizzazione di città più sostenibili. Grazie al suo approccio integrato e olistico, mette a disposizione strumenti concreti per affrontare le sfide della transizione energetica, della decarbonizzazione e dell’economia circolare. Gli edifici progettati secondo questa metodologia non solo migliorano le prestazioni ambientali ed economiche, ma contribuiscono anche al benessere sociale delle comunità urbane.